Pubblicato il: 25 novembre 2017 alle 09:31



TIRANA-Tra in compiti che competono alle Università italiane rispetto a quelle straniere è anche quello della diffusione dell’immenso patrimonio culturale che tutto il mondo ci riconosce e ci invidia. Una ricchezza di valori che consiste non solo nei siti archeologici, nelle architetture delle città d’arte, nei musei, nel paesaggio, ma anche e soprattutto nel patrimonio storico e letterario.Ai ricercatori e studiosi delle nostre Università, quando partecipano a convegni e conferenze in sedi estere, oltre all’indispensabile interscambio di idee e presentazione dei propri contributi scientifici di settore, è dato il compito aggiuntivo, quando le circostanze lo permettono, di proporre la conoscenza di quei valori culturali che una Università ben radicata sul territorio ha il doveroso compito di fare propri e trasformare in opportunità di ulteriori sollecitazioni alla valorizzazione di tante ricchezze e trarne così una maggiore spinta allosviluppo socio economico.

 Uno dei più grandi patrimoni che possiede la letteratura italiana al punto da essere considerato universale è quello della Divina Commedia. Forse è l’opera italiana che più di ogni altra ha il primato di copie stampate nel mondo e che gode di una diffusione che spazia dall’Argentina alla lontana Siberia, dal Canada all’Australia. Proprio nella prospettiva di una sua maggiore diffusione, in un paese dove fino a pochi anni or sono era stata messa al bando, la settimana scorsa, un docente della Università della Tuscia, il prof. Antonino Scarelli,oltre alla presentazione presso l’Università di Scutari di un contributo su alcune dinamiche socio-economiche, ha tenuto presso la Università Cattolica di Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana, una conferenza sul tema “Alla ricerca della Scienza nella Divina Commedia”. Presente il Rettore, prof. Bruno Giardina, il Direttore Amministrativo prof. Edmond Hajderi, l’addetto culturale alla Ambasciata Italiana in Tirana, il dott. Maurizio Polselli, ed oltre un centinaio di studenti dei corsi di italiano, obbligatori per tutti i corsi di laurea offerti in quella prestigiosa ed ambita sede, tra i quali Medicina, Architettura ed Economia.

E proprio il Rettore nel discorso introduttivo ha messo in luce quanto in Albania sia elevato l’interesse intorno al patrimonio letterario italiano ed in particolare intorno alla Divina Commedia al punto da essere stata istituita recentemente una locale Società Dante Alighieri. Al termine della conferenza, gli interventi e le osservazioni hanno lasciato intravvedere una buona conoscenza delle tematiche e contenuti della Cantica. La sorpresa per tutti è stata quella di aver scoperto un Dante profondamente calato nelle conoscenze scientifiche del tempo: dalle ultime scoperte astronomiche, alle leggi della fisica, dalle profonde cognizioni della geometria euclidea ai principi della logica matematica, ed in particolar modo dall’approfondimento di alcuni specifici misteri della matematica, assimilati poi opportunamente ad alcuni misteri della Fede. Lui, grande letterato, quale iscritto alla corporazione degli speziali, per dire dei chimici, eramolto legato al mondo scientifico ed alla scienza, che nell’opera del Convivio, ritenuta preparatoria alla scrittura del grande poema, definisce“ultima perfezione della nostra anima ne la quale sta la nostra ultima felicitade”. Ma anche la scienza e quindi lo scienziato di fronte al mistero della Trinità “ .. ai tre giri, tre colori ed una contenenza ..” deve ammettere i suoi limiti, chinare il capo e giungere alla conclusione “ …non eran da ciò le proprie penne”. Cioè non si illuda lo scienziato di possedere le verità ultime: di fronte al mistero dell’Incarnazione, di come una figura umana possa “indovare” in un cerchio, cioè in una figura divina, professori e filosofi, pastori e re magi sono sullo stesso piano: tutti in cammino ruotando con il desiderio e la volontà, “il desio ed il velle” verso “…l’amor che muove il sole e le altre stelle”. E questo è il messaggio che emerge dalla rilettura della Divina Commedia fatta e proposta dal prof. Antonino Scarelli.

di Alfredo Parroccini