Pubblicato il: 18 marzo 2015 alle 00:36



 

 

 

 

 

 

Sulla strada del Palermo adesso c’è il Chievo Verona, che sfiderà i rosanero sabato pomeriggio al Bentegodi. Una squadra, quella gialloblù, che Luca Rigoni conosce bene, avendone difeso i colori prima di passare al Palermo: “Il Chievo, negli ultimi anni, ha avuto sempre difficoltà iniziali ma ha saputo sempre ritrovarsi e raggiungere sempre i suoi obiettivi”, ha detto Rigoni in conferenza stampa. “Parliamo di una società seria, solida anche economicamente. Poi ha il vantaggio di non avere tanta pressione. Credo ci siano tutti gli ingredienti per potere fare risultati. Io avevo bisogno di nuovi stimoli e ho fatto questa scelta. Penso che il primo mese sia stato, come accade spesso per chi si trasferisce in una squadra, il più difficile. Poi penso di essermi ambientato bene”. All’andata, fu proprio Rigoni a decidere la partita. “Ritrovare tanti vecchi amici fa sicuramente piacere. Poi però inizia la partita e bisogna scordarsi tutto, darò l’anima per questo Palermo. Non so se esulterò come all’andata, perché, pensandoci sopra, mi è dispiaciuto tanto – ha dichiarato Rigoni in conferenza stampa -. Il Chievo è sempre stata una squadra che fa risultato in trasferta ancora più che in casa. Però è una squadra quadrata, solida. I giocatori si impegnano e si sacrificano per non subire gol e poi cercano di far male in ripartenza. Quella fu una partita molto combattuta, era la mia prima rete con la maglia del Palermo, in casa. Ho esultato, anche se mi è dispiaciuto contro la mia ex squadra, però era una rete davvero troppo importante, sia per me che per la squadra. Quella vittoria l’ho dedicata al mister perché mi ha sempre voluto nelle sue squadre. C’è un bel rapporto tra noi. Ricordo che all’andata si diceva che dovevamo vincere a tutti i costi e che il mister rischiava, che avrebbero potuto esonerarlo. Noi avevamo faticato a livello di risultati, non di prestazioni. Abbiamo vinto e poi tutto si è sistemato. Nelle ultime gare ci è mancata un po’ di concretezza, con la Juve abbiamo fatto bene la fase difensiva e peggio quella offensiva. Forse contro i bianconeri abbiamo creato meno rispetto alle partite precedenti per via dei grandi campioni che hanno in squadra. Con l’Empoli abbiamo avuto tante opportunità per andare in vantaggio, contro il Cesena è stata una gara combattuta, ma ambientarsi su quel campo all’ora di pranzo è stata veramente dura”. Rigoni, durante la conferenza, ha parlato anche di Barreto, prossimo giocatore della Sampdoria, sabato fischiato dai tifosi presenti al Barbera: “Il gruppo è solido e compatto, abbiamo fatto un grande campionato, ma vogliamo un finale che sia all’altezza. Questo passaggio della fascia è stata una questione societaria, per noi Barreto è un grande giocatore. Sicuramente è un leader del nostro spogliatoio”. L’attuale mezzala dei rosa ha, poi,  fatto luce anche sugli obiettivi per cui il Palermo tenterà di lottare nelle prossime partite, dato che ormai la salvezza sembra raggiunta e i sogni europei si fanno sempre più in salita: “Ormai la salvezza è quasi acquisita, sicuramente non dobbiamo fermarci, dobbiamo ottenere il massimo partita dopo partita e fare contenti tutti i nostri tifosi”. La salvezza quasi acquisita potrebbe produrre qualche calo mentale, dovuto alla mancanza di motivazioni e stimoli nell’affrontare avversari che hanno ancora molto da chiedere a questo campionato. Il centrocampista non è d’accordo: “Dobbiamo entrare con la testa giusta in campo, cercando il massimo da ogni partita. Spetta a Iachini motivarci e spingerci a dare tutto ogni domenica. Non credo al momento ci sia un calo fisico, perché corriamo sempre a mille all’ora. Dybala e Vazquez? Li vedo in ottima forma, tutto il reparto offensivo lo è. Le valutazioni su chi giocherà nei prossimi match le fa l’allenatore. Sicuramente Dybala e Vazquez hanno fatto le fortune di questo Palermo fino ad adesso”.