Pubblicato il: 3 febbraio 2015 alle 17:11



La ripresa delle competizioni europee, comincia innanzitutto da un punto fondamentale e da un primato che per troppi anni non è stata cosa nostra; l’Italia porta alla fase ad eliminazione diretta 6 club su 6, unica nazione fra le 54 partecipanti ad aver in corsa tutte le migliori qualificate del campionato scorso.

Un risultato sorprendente, anche alla luce delle ultime stagioni dove non solo abbiamo visto le nazioni di Spagna, Inghilterra e Germania allontanarsi sempre più ma -soprattutto- essere incalzati e superati dal Portogallo, che ha portato in finale per ben due una squadra a giocarsi la finale di Europa League, che hanno -fortunatamente per noi- perso, lasciando il quarto posto di questa particolare classifica all’Italia.

Forse il vero problema del nostro calcio in Europa è quello di snobbare una competizione come l’Europa League, troppo spesso considerata come un fastidio, che non ha certo il prestigio della Champions e non  porterà nelle casse delle società i lauti compensi della manifestazione regina, ma che resta comunque una competizione da rispettare e cercare di vincere. Quest’anno specialmente, dove a giocarla ci sono due squadre retrocesse dalla ex coppa dei campioni: il Napoli (eliminato ai preliminari di agosto) e la Roma (eliminata nella fase a gironi) hanno tutte le carte in regola per arrivare in fondo alla manifestazione. Inter e Fiorentina potrebbero rappresentare una piacevole sorpresa, specie i nerazzurri dopo gli importanti investimenti in sede di calciomercato di gennaio. A completare il quadro quel Torino a cui mancano davvero i gol della coppia Immobile-Cerci che l’anno scorso aveva fatto sognare i tifosi granata.

Unica squadra italiana ad essere andata avanti e giocarsi gli ottavi di Champions League la Juventus di Massimiliano Allegri, ancora in cerca della maturazione definitiva in campo europeo, dopo un dominio di tre anni consecutivi in Italia e ancora oggi prima della classe nel campionato di Serie A. I bianconeri hanno tutte le carte in regola per poter superare il turno contro un Borussia Dortumund che vive una stagione da dott. Jekyll e mr. Hyde; imbattibili in Europa (qualificati come primi del girone) mentre in patria navigano nei bassifondi di una classifica che non rispecchia il valore della squadra di Klopp. Importantissima sarà la partita di andata a Torino, con lo Juventus Stadium da settimane esaurito in ogni ordine di posto, dove sarà fondamentale non prendere reti per poi giocarsela a viso aperto nell’inferno del Westfalia. Bisogna sperare che i bianconeri superino il turno, per loro stessi, per i loro tifosi e sempre per quel ranking che ha visto noi italiani protagonisti assoluti negli anni novanta (dove eravamo davanti a tutti) o come nel 2003, con due squadre in finale e tre in semifinale, roba che per i problemi del nostro calcio di oggi, sembra pura fantascienza.