Pubblicato il: 21 marzo 2015 alle 16:38



Ci ha pensato Ibrahimovic. Tre gol per stendere il Lorient, tre punti per sorpassare il Lione e occupare la cima della classifica. È stata una gara rigonfia di frenesia, sporcata da qualche errore e dagli strafalcioni balistici che ne hanno orientato l’epilogo. Poi, Ibrahimovic: solista devoto al gruppo, ha preso per mano la squadra e l’ha condotta alla vittoria. Il Lorient, dal canto suo, ha lottato come poteva, sfoderando la grinta e i nervi. Apre Ibrahimovic su rigore, pareggia Ayew su azione: Jeannot fa sponda, lui calibra il tiro che sorprende Sirigu. La contesa si affida agli episodi che ne infiammano la trama. Il Psg guadagna metri, il Lorient stringe i varchi, racimolando una manciata di errori che gli consentono qualche timido contropiede. Lavezzi spreca, Verratti salva sulla linea un tiro di Ayew. Quando la partita si accomoda al confine tra la baruffa e la roulette, Ibrahimovic l’afferra per la gola e ne strozza ogni timido sussulto. Prima raddoppia su rigore, poi triplica in contropiede con una fucilata del repertorio. L’esultanza del terzo gol è dedicata, polemicamente, a chi parla troppo. Il riferimento, esplicito, è per il polverone che le sue parole (la Francia è un Paese di m…) hanno sollevato nei giorni scorsi.