Pubblicato il: 14 febbraio 2018 alle 06:54



Tiger torna sul percorso dove disputò il primo torneo tra i pro, sedicenne e ancora amateur

Terza impegno per Tiger Woods dopo il suo ritorno alle gare seguito al lungo stop per due interventi chirurgici. Disputa il Genesis Open (PGA Tour) sul percorso del Riviera CC, a Pacific Palisades in California, dove scenderà in campo anche Francesco Molinari. Sarà un test ancor più impegnativo dei precedenti per Woods nel contesto di un field da grandi occasioni con Dustin Johnson, campione uscente che dopo questo titolo salì sul trono mondiale, e con la presenza di Jordan Spieth, numero tre, e di Justin Thomas, numero quattro. Contribuiranno allo spettacolo anche Phil Mickelson, in grande spolvero nelle ultime uscite, Matt Kuchar, Bubba Watson, Jim Furyk, il nordirlandese Rory McIlroy, ancora molto alterno come dimostra il taglio subito la scorsa settimana a Pebble Beach, e l’australiano Adam Scott. Tra gli europei ci saranno il tedesco Martin Kaymer, il nordirlandese Graeme McDowell, gli inglesi Paul Casey e Tommy Fleetwood, lo svedese Alex Noren e lo spagnolo Rafa Cabrera Bello.
Francesco Molinari ha iniziato il 2018, dopo la pausa invernale, con due piazzamenti a metà classifica. Nel Farmers Open è partito bene, poi i suoi score si sono alzati, mentre nel Phoenic Open ha mantenuto una certa regolarità nei quattro turni, ma con punteggi troppo prossimi al par. A questo punto della stagione è abbastanza naturale che non ci sia ancora la piena condizione che, in genere, i big cercano di raggiungere all’approssimarsi del Masters ad aprile.
Tiger Woods, che per il suo rientro sta facendo particolare attenzione ai percorsi che ospitano le gare, dopo aver scelto il Torrey Pines GC per il Farmers Open ha poi puntato sul Riviera CC dove in 30 round giocati ha una media score di 69,86 colpi. Non ha mai vinto il Genesis Open, che ha disputato undici volte, ma lo sente particolarmente perché vi ha fatto la prima apparizione tra i pro quando aveva 16 anni ed era ancora dilettante, uscendo al taglio. Stesso esito anche nell’ultima prestazione (2006), ma in mezzo due secondi posti (1998 e 1999). Dopo aver mostrato evidenti miglioramenti tra la prima uscita (World Challenge a dicembre) e la seconda (Farmers Open a gennaio), è atteso alla prova soprattutto per vedere se è effettivamente in ascesa di rendimento, sebbene non si pretendano miracoli a breve termine. Sarà la 330ª gara di Woods nel circuito dove vanta 79 vittorie, tra le quali 14 in major e 18 in eventi WGC, a soli tre titoli dagli 82 del recordman assoluto Sam Snead.

I ricordi di Tiger giovane – Ha raccontato Woods: “Sono andato a vedere il torneo al Riviera CC per la prima volta quando avevo 9 anni, accompagnato da mio padre. Siamo tornati altre volte negli anni successivi fino a che non sono sceso in campo per tentare la qualificazione. La seconda volta che ci ho provato avevo 15 anni e non la dimenticherò mai. Stavo giocando veramente bene e avevo un score di otto colpi sotto par alla buca 17. Ero convinto di riuscire a qualificarmi per un evento PGA Tour. Poi però è arrivato il direttore del torneo: “Devo dirtelo, perché so che cambierà il modo in cui giocherai quest’ultima buca (un par 5 con un secondo tiro sull’acqua). Già due ragazzi hanno completato a ‘meno 10’ e ne passano solo due. A quel punto dovevo segnare un eagle per entrare in un playoff e invece ho mandato la pallina in acqua al secondo tiro. Ho concluso con un bogey e terminato il round in 65 colpi”.