Pubblicato il: 11 ottobre 2017 alle 17:57



FRANCESCO MOLINARI

“E’ bellissimo tornare a Monza” dice Francesco Molinari. “L’incremento del montepremi è un aspetto molto positivo pr l’Open, sottolineato anche dal field con i grandi giocatori. Bisogna dare merito alla FIG per questo enorme passo in avanti”.

– Due Open vinti, campione in carica, c’è già chi parla di tris…

“Le aspettative è bello che ci siano. Mi sono imposto in quattro tornei in carriera per cui non è scontato che vinca nuovamente. Non voglio essere banale, ma si riparte da zero. Quello che ho fatto l’anno scorso non conta in questa edizione”.

– Però quando torni in Europa sei quasi sempre tra i protagonisti. Lo dicono i risultati…

“Da quando gioco stabilmente negli Stati, spesso ho ottenuto buoni risultati nell’European Tour. Credo che sia l’effetto dei miglioramenti fatti oltre oceano. Dell’Open ho buoni ricordi, ma la pallina non conosce dove siamo o chi la colpisce”.

– Vedi Garcia come l’avversario più ostico?

“Con Garcia potrebbe essere una bella sfida, ma voglio ricordare che ci sono altri 130 giocatori. E’ difficile fare delle previsioni con in gara atleti di livello talmente alto che si adattano a qualunque tipo di campo”.

– Il percorso è diverso rispetto allo scorso anno?

“Nelle ultime settimane credo sia rimasto abbastanza a secco e ciò lo ha reso piuttosto duro. I fairway sono difficili da prendere essendo stretti: ci vuole grande precisione dal tee”.

– Quali obiettivi hai per il futuro?

“Non mi trasferirò in America e manterrò un calendario simile a quello di questa stagione. L’anno prossimo, tra i miei obiettivi, quello di arrivare all’ultima gara dei PlayOffs della FedEx Cup”

SERGIO GARCIA

– Garcia, Masters Champion, per la prima volta in Italia.

“Mi fa piacere essere qui. Il campo è molto bello e un torneo della Rolex Series suscita sempre un interesse maggiore”.

D: Pensi sia importante per il golf Italiano ospitare un evento delle Rolex Series?

G: Certo, il field è di grande interesse. Questo porta molta attenzione e curiosità da parte del pubblico, che arriverà numeroso per vederci giocare. Sarà anche per me una settimana interessante”.

– Ieri hai avuto un incontro con giovani golfisti. Vedere come ti guardavano che sensazione ti ha trasmesso?

“E’ stato incredibile. Ricordo quando avevo 8-10 anni e vedevo i grandi campioni di allora, mi sembravano veri dei. Li osservavo a bocca aperta. Ora essere dall’altra parte mi suscita emozione e soddisfazione”.

– John Rahm si allena su approcci e putt con José Maria Olazabal, come facevi tu con Seve Ballesteros da ragazzo.

“Certo ora è Olazabal il riferimento per noi. E’ un grande giocatore e una grande persona”.

– Sei professionista da molti anni. Quanto è difficile rimanere sempre concentrato e e motivato?

“Sono fortunato ad essere stato sempre abbastanza costante nella mia carriera, ma certamente il mio obiettivo è di migliorarmi ancora e darmi sempre un’opportunità di vittoria in tutti i tornei che disputo”.

– Ci parli del tuo rapporto con Francesco Molinari?

“Ho sempre avuto un ottimo feeling con tutti i giocatori italiani, ovviamente anche con Francesco che ha un gioco solido ed efficace. Lo vedo spesso negli Stati Uniti e a volte facciamo qualche giro di pratica insieme”.

– Anche nella Ryder Cup?

“Abbiamo giocato nello stesso team, ma mai insieme come coppia”.

MATTEO MANASSERO E RENATO PARATORE

– Le vostre sensazioni alla vigilia di un Open così importante.

Manassero: “Sono soprattutto felice per Il movimento golfistico del nostro Paese. La partecipazione di giocatori come Garcia, Rahm, Fleetwood onora il nostro golf e quello europeo. In tale contesto voglio fare del mio meglio, ma lo volevo anche negli altri anni. Bisogna sempre giocare bene indipendentemente dal field”.

Paratore: “Anche io ravviso l’importanza d questo Open per il golf italiano. Un field di tale levatura richiamerà molto pubblico e sarà certamente più bello anche per noi giocatori”.

– Come bisogna affrontare il percorso?

M, “Il campo ha subito parecchi cambiamenti ed è molto migliorato. Bisognerà essere precisi dal tee e sarà fondamentale entrare in sintonia con i green, perché in tal modo ci si può procurare parecchie occasioni da birdie. E su quattro giorni possono fare la differenza”

  1. “Concordo che il primo colpo sarà fondamentale, ma sarà decisivo anche il gioco corto con green piccoli e insidiosi”
  2. “I green sono sicuramente migliorati rispetto a quando li affrontavo nei miei anni migliori, però in questo momento attorno al green e sui green faccio molto meno la differenza. Poi nel corso della stagione, quando riesco a esprimermi bene in questa parte del tracciato, disputo ottime gare. Altrimenti accade come nelle ultime settimane in cui ho giocato complessivamente bene, ma ho mancato il taglio”

– Avete notato una percezione diversa del golf italiano dopo l’assegnazione della Ryder Cup?

  1. “Sicuramente si. L’Italia è salita alla ribalta nelle nazioni europee che ho frequentato. L’Open sarà un evento importante per far capire che cosa è in grado di fare l’Italia e dimostrare le sue poternzialità”.
  2. “Noto maggiore interesse da parte di tutti. Sarà un fattore importante anche per far crescere il movimento nazionale”

– Quale qualità golfistica rubereste uno all’altro?

  1. “La precisione di Matteo con il drive e la calma in campo”
  2. “Vorrei portar via a Renato quell’istinto che avevo nei miei primi anni di gioco”.

Com. Stam.