Pubblicato il: 20 marzo 2015 alle 17:12



L’ Armani Milano e il Maccabi Tel Aviv aprono una nuova strada. In ottobre, proprio come Cristoforo Colombo, sbarcheranno in America ma ben consapevoli dell’approdo. Perché l’iniziativa è stata studiata nei dettagli. L’idea è venuta al club israeliano, che ha un ufficio a New York, nientemeno. E poi è entrata MilanOlimpia. Il primo ottobre si gioca allo United Center di Chicago, casa dei Bulls, il 4 nientemeno che al Madison Square Garden, l’arena più famosa del mondo, stessa proprietà dei Knicks. Di conseguenza entrambe le franchigie collaborano all’evento, Chicago fornendo le strutture d’allenamento alle due squadre, i primi con l’impianto (certo non offerto a titolo gratuito, in America tutto ha un costo). L’iniziativa ha anche un nome che è slogan e illustra la storia: Euroclassic.  Milano ha struttura, respiro e ambizioni tali che l’Italia in questo momento le sta un po’ stretta. Non soltanto sul piano meramente tecnico e a prescindere dai risultati. Anche se l’Olimpia certo non lascerebbe mai (né al momento potrebbe per vie regolamentari) la Serie A. E’ un passo e un investimento sul futuro, seguito come detto con attenzione dalla Nba che non nasconde un suo futuro globalizzato, allorquando le strutture societarie e le possibilità di mercato saranno adeguate. E anche l’Eurolega, che immagina e prepara una lega di punta, anche chiusa, segue. Ma intanto Milano e Maccabi fanno questo passo in avanti. Forte. Detto che può anche essere un affare, sarà un’occasione anche per alcuni giocatori in canotta Olimpia. Perché Ale Gentile è atteso da Houston (ma dovrebbe ancora restare all’EA7 la prossima stagione). E lo stesso Hackett tornerebbe dove ha studiato e dove papà Rudy è nato. Direttamente scrutinabili da osservatori, allenatori e poco dopo il termine dell’Eurobasket. L’annuncio è previsto a breve, le rispettive leghe e l’Eurolega hanno già armonizzato i calendari, gli israeliani vivono questa idea con grande orgoglio. E, siccome hanno giocato molte partite in America contro squadre Nba, vogliono valutare il possibile margine economico dell’operazione. Certo, prima l’Eurolega dovrà ancora compiere passi importanti. Certo, servono arene come lo United Center e il Garden. Certo, di strada dal primo McDonald’s Open a Milwaukee, presente anche all’epoca Milano (e pure la Nazionale dell’allora Urss, era ancora il 1987), il basket europeo ne ha fatta. Ma il continente dei canestri non si ferma. Nemmeno l’Olimpia vestita Armani: è il segnale di chi si sente grande e vuole crescere ancora. Vale più di qualche coppa.