Pubblicato il: 1 novembre 2017 alle 12:30



Quasi una zona franca, in barba alle disposizioni comunitarie e nazionali. Si tratta della vendita in strada dei cosiddetti “spadini”, neonati di Pesce Spada che, nonostante il divieto, appaiono regolarmente lungo notissime vie di Palermo e Catania.

La nuova denuncia del CABS, il nucleo di volontari antibracconaggio, fa seguito a quella diffusa appena due settimane addietro. Gli “spadini” , in entrambe le città siciliane, si vendono alla luce del sole, quotidianamente.

Se a Catania i neonati di Pesce Spada sono riapparsi in piazza Duomo già all’indomani di un intervento delle Forze dell’Ordine, a Palermo sono esposti sotto il sole direttamente in vie di grande traffico.   Arenella, Acquasanta, oltre che nel mercato di Ballarò, ove sembra che tutto sia consentito. Tali luoghi rappresentano solo gli aspetti più evidenti di un fenomeno che trova un facile sbocco soprattutto nella vendita presso ambulanti, in alcuni casi probabili abusivi.

Secondo il CABS è difficile “confondersi” sulla possibilità di una seppur minima regolarità; il pesce, infatti, viene esposto in banchetti mobili, tra carrelli da supermercato recuperati chissà in quale maniera ed il “riparo” fornito da un piccolo ombrellone. In alcuni casi, addirittura, direttamente esposti su un precario tavolino in plastica.

Vale la pena ricordare – afferma il CABS – che i piccoli pesci, illegalmente proposti alla vendita, non possono essere sottoposti ai controlli veterinari dei mercati ittici dove, ovviamente, non vengono portati. Il rischio, pertanto, è anche per l’incauto consumatore che acquista un neonato di Pesce Spada di ignota provenienza, esposto sotto il sole e senza particolari precauzioni”.

“Quello che più sconcerta – hanno aggiunto i protezionisti –  è la sfacciata attività di chi non si fa scrupoli ad esporre il Pesce Spada illegale direttamente in pubblica via ed in strade di grande traffico. Possibile che nessuno veda tutto ciò? Secondo la legge italiana la lunghezza minima consentita dovrebbe essere di 1,4 metri. In diversi casi, invece, si tratta di animali di pochi decimetri di lunghezza””.

Il CABS ha inoltrato una denuncia alle massime autorità di polizia di Palermo e Catania chiedendo l’immediato sequestro del pesce ed un controllo continuo dei luoghi di vendita. Una segnalazione verrà inviata agli Uffici preposti dell’Unione Europea i quali, in più occasioni, sono interventi sulla questione relativa al supposto eccessivo prelievo di Pesce Spada in Italia. 

“Queste gravi illegalità – ad avviso del CABS – rappresentano altresì il frutto, oltre che dei mancati controlli in mare ed a terra,  di due scellerate decisioni adottate dal Governo Italiano: quella di depenalizzare la vendita illegale del pesce sotto misura e quella, recentissima, di eliminare il fermo biologico alla pesca del pesce spada nei mesi di ottobre e novembre. Anche questo verrà segnalato agli Uffici Europei”.

Il CABS è una associazione di volontari antibracconaggio con sede a Bonn ed attiva il molti paesi del Mediterraneo e tra questi l’Italia. A Palermo è noto l’impegno nel quartiere di Ballarò dove ogni domenica mattina si svolge un vero e proprio mercato illegale di avifauna protetta.

Com. Stam.