Pubblicato il: 19 gennaio 2018 alle 20:34



Sulle recenti polemiche riguardanti il “boom” di richieste di pensionamento da parte del personale docente e ATA in servizio presso gli istituti dell’isola, interviene il segretario generale della Uil Scuola Sicilia Claudio Parasporo che, in una nota, esprime alcune riflessioni sull’attuale condizione del mondo dell’istruzione nel territorio regionale.

Il recente dato fornito dal ministero dell’Istruzione indica un incremento del 57% dei “candidati” alla pensione rispetto agli anni precedenti: secondo il segretario, si tratta di numeri che, se da un lato rincuorano coloro che legittimamente aspirano al ritorno in Sicilia, dall’altro offrirebbero invece uno spaccato del disfacimento della scuola in ambito regionale.

“Il personale scolastico – spiega Parasporo – si trova tra l’incudine e il martello, ovvero tra i possibili tagli nazionali al sistema pensionistico, che potrebbero avere quale conseguenza l’ulteriore innalzamento dell’età pensionabile, e la legge 107/2015, nota come buona scuola, riforma in realtà invisa alla stragrande maggioranza dei lavoratori”.

“Prima di parlare di un’improbabile fuga verso la pensione da parte del personale docente e amministrativo tecnico e ausiliario in servizio  – continua il segretario generale – occorrerebbe analizzare tutte le criticità della scuola siciliana: vissute ormai come normali e abituali da parte della collettività, per i lavoratori hanno invece significato la progressiva perdita di dignità nello svolgimento delle proprie funzioni, come se formare i futuri cittadini siciliani fosse un compito marginale”.

Le urgenze e i  problemi annosi indicati dal sindacato come prioritari riguardano l’edilizia scolastica, ambito che registra sempre più frequentemente episodi quali la caduta dei controsoffitti, la rottura dei servizi igienici e la totale inagibilità di interi plessi scolastici.

“Disagi che – precisa il segretario – inducono inevitabilmente i dirigenti scolastici a istituire i doppi turni, antimeridiani e pomeridiani, che di certo non supportano gli alunni nell’apprendimento”.

“Per non parlare – aggiunge – delle mense, in merito alle quali, ad oggi, gli Enti locali hanno manifestato inadeguatezza e mancanza di responsabilità: valga per tutti l’esempio di Partinico, in provincia di Palermo, dove il Comune ha interrotto il servizio poiché il bilancio è ancora lontano dall’approvazione”.

“Alla luce di queste considerazioni – si legge ancora  – appare fin troppo facile bollare i docenti e il personale scolastico come fuggitivi in corsa per ottenere la pensione: un luogo comune superficiale e denso di ingratitudine, che non racconta affatto la pazienza dei lavoratori del comparto, né la loro dedizione malgrado le questioni irrisolte”.

“Qualche mese fa – conclude Parasporo –  la Uil Scuola Sicilia aveva rivolto un appello al futuro presidente della Regione, prima degli esiti elettorali: al di là della collocazione politica, pensavamo che l’orgoglio di un siciliano potesse riscattare, finalmente, i tanti anni di incuria e totale disinteresse verso il mondo dell’istruzione; lo pensiamo ancora, e riteniamo possibile il cambiamento”.

Com. Stam.