Pubblicato il: 21 aprile 2017 alle 06:35



Oggi venerdì 21 aprile, alle ore 10, davanti al Tribunale di Palermo in Piazza Vittorio Emanuele Orlando torna il presidio di Scorta civica, il cartello di associazioni e cittadini che per sostenere i magistrati minacciati dalla mafia, e in particolare il pm Nino Di Matteo. L’iniziativa, nata a gennaio 2014 a seguito della condanna a morte pronunciata da Riina in carcere nei confronti di Di Matteo, che insieme ai pm Teresi, Del Bene e Tartaglia celebra il processo sulla trattativa Stato-mafia a Palermo, prende ora un nuovo impulso. Dalle ultime indiscrezioni stampa si apprende che il livello di allarme sul territorio palermitano non si è per nulla attenuato; al contrario, da alcuni segnali giunti in questi ultimi giorni, il rischio per il pm della Trattativa sembra ulteriormente intensificato. Inoltre non è condivisibile la decisione del ministro della giustizia, Andrea Orlando, di accogliere la richiesta del Procuratore Capo di Palermo, Francesco Lo Voi, di posticipare di ulteriori sei mesi il trasferimento alla Procura nazionale antimafia del pm Nino Di Matteo nonostante quest’ultimo sia vincitore di un regolare concorso.
A nostro parere si è di fronte ad un paradosso da parte del Procuratore Capo, il quale  ritiene che l’“applicazione” al processo trattativa Stato-mafia, richiesta dallo stesso magistrato, con i periodici spostamenti Palermo-Roma sarebbe più rischiosa della sua permanenza per i prossimi sei mesi nel capoluogo siciliano.
Fermo restando che più di un pentito ha parlato di un progetto di attentato in fase avanzata con oltre centocinquanta chili di tritolo.
Fermo restando che più di un pentito ha parlato di un progetto di attentato in fase avanzata con oltre centocinquanta chili di tritolo, cosa è cambiato rispetto a qualche mese fa quando proprio su indicazione del Procuratore Lo Voi, era stato sollecitato il Csm di effettuare un trasferimento Extra Ordinem? Cosa accadrà a novembre quando scadranno i termini della proroga, qualora il processo trattativa Stato-mafia non sia concluso? Ci sarà una nuova richiesta di proroga? Non era più semplice applicare il magistrato al processo trattativa Stato-mafia, in modo di prendere possesso del nuovo ufficio e contemporaneamente portare a termine il proprio lavoro nel processo?
Ancora una volta l’intenzione di Scorta civica è proprio quella di tenere ancora più viva l’attenzione, soprattutto di fronte al vuoto istituzionale che è stato creato attorno al processo trattativa Stato-mafia, in quanto non è ancora pervenuta alcuna solidarietà da parte delle più alte cariche dello Stato nei confronti del sostituto procuratore di Palermo. Anche per questo torniamo a manifestare la nostra vicinanza ai magistrati minacciati perché a nostro avviso è prioritaria la ricerca della verità su determinati fatti.

Scorta Civica