Pubblicato il: 13 marzo 2017 alle 07:41



È stata la Parrocchia di Santa Maria Della Pace, dei frati Minori Cappuccini di Palermo, ad accogliere le folla di centinaia di palermitani che si sono ritrovati, su invito del Sindaco Orlando, domenica 12 Marzo alle 20,00 in piazza Cappuccini, dando vita ad una fiaccolata in ricordo di Marcello Cimino di 45 anni, arso vivo da Giuseppe Pecoraro suo coetaneo. L’efferato omicidio, che sembrerebbe trovare le motivazioni in una reazione scaturita dalla gelosia di Pecoraro nei confronti di Cimino, a causa di una donna che conoscevano entrambi (ndr), è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato scorso, proprio sul portico del centro di accoglienza dei frati “La Casa di Francesco”. Lì, Cimino stava dormendo tra le coperte sistemate per terra quando, l’omicida, cospargendolo di benzina, ha appiccato il fuoco. La vittima è stata ricordata con un’omelia da padre Domenico Spatola, frate cappuccino. Al momento di preghiera erano presenti l’ex moglie e le figlie della vittima, cui era seduto vicino il nostro Sindaco; la famiglia Agostino (impegnata sempre in prima linea per la lotto alla mafia) che ha voluto portare solidarietà, ricordando il dolore che una famiglia prova, quando viene strappato all’affetto un proprio caro in modo innaturale e violento; l’attore, drammaturgo e scrittore Moni Ovadia (noto anche per il suo impegno contro la violenza in genere) che ha ricordato come una singola azione, può essere preludio di nuove molteplici e diffuse violenze e, di conseguenza, l’importanza di una costante presenza e vigilanza della Società Civile; diverse figure istituzionali della nostra città e, soprattutto, tanti volontari delle Associazioni che ogni giorno si dedicano ai senza tetto, operando sul territorio palermitano con spirito di solidarietà ed attenzione verso coloro che alcuni definiscono gli ultimi, gli invisibili delle città. Diversi aneddoti su Cimino sono stati raccontati dai volontari presenti che, tra loro, ricordavano la vittima. “Un uomo generoso Cimino – anche se fortemente deluso dalla vita e dalle vicissitudini che lo avevano provato – arrabbiato per la perdita del lavoro, la separazione dalla famiglia ma, anche, attento agli amici che aveva conosciuto alla mensa dei frati cappuccini ed in strada. Pronto a dividere un piatto caldo con chi non aveva nemmeno quello” così lo ricorda Nunzia Di Stefano, volontaria presente alla fiaccolata. Bandiere a mezz’asta in città, volute dal sindaco Leoluca Orlando che, anche ai nostri microfoni, ha espresso solidarietà alla famiglia della vittima e condannato fermamente un atto così feroce che ha sconvolto e turbato profondamente i palermitani. Leoluca Orlando presente in chiesa e sul luogo del crimine, ove si è conclusa la fiaccolata, continuando la nostra intervista ha voluto ricordare come Palermo sia una città ricca di persone solidali con il prossimo,  sensibili al disagio dei concittadini. Terminato il momento di commemorazione, il primo cittadino, visibilmente scosso da quanto accaduto, si è intrattenuto ulteriormente ascoltando le riflessioni e le considerazioni dei presenti e, lo ricordiamo, tra questi anche tanti volontari. Le commemorazioni per Marcello Cimino continueranno oggi lunedì 13 marzo alle ore 21,00 con un momento liturgico, di silenzio e preghiera con l’Arcivescovo Corrado Lorefice, ancora nella chiesa dei Cappuccini. Alcune associazioni di volontariato presenti alla manifestazione si ripropongono, auspicando ulteriore collaborazione da parte del Comune, di intensificare la loro presenza (già quotidiana) sul territorio per ampliare i momenti di ascolto, utili per i percorsi di recupero e reinserimento sociale dei soggetti che lo chiedono. Non dimentichiamo che la vittima, Marcello Cimino, non era un tipico clochard, intendendo colui che sceglie di emarginarsi dalla società, ma era la vittima di un sistema che troppo spesso lascia fuori i più deboli, coloro che perdono il timone della propria vita o, più semplicemente, che perdendo il lavoro entrano in crisi con la famiglia e, si ritrovano da un giorno all’altro a vivere in strada. Non possiamo fare di tutta l’erba un fascio, né pensare che anche per i clochard (perfino romantici apolidi nell’immaginario di qualcuno), non vi siano a monte dei traumi, delle esperienze di vita che ogni anima umana interiorizza con la propria sensibilità ed a cui reagisce in modo profondamente intimo e soggettivo. Un weekend amaro e doloroso quello appena trascorso dai palermitani. Una storia di violenza inaudita e di sofferenza umana che da vita a quello che padre Domenico ha definito come il sopravvento delle tenebre sulla luce. Una luce che questa città, faticosamente e con tanto amore tiene accesa ogni giorno, è quella della speranza, rinvigorita ieri sera dalle tantissime candele che i palermitani hanno acceso in memoria del loro concittadino Marcello Cimino.

di Mauro Faso

Servizio video di Fabrizio d’Amico