Pubblicato il: 1 gennaio 2018 alle 20:30



Il direttore artistico Festi: “Solo l’arte e la cultura ci salveranno dalle prigioni della paura.”

Capodanno Catania: Studio Festi ha riportato Vincenzo Bellini nella città natale con una notte-spettacolo dedicata al compositore.

La città ha risposto positivamente ad uno spettacolo colto e raffinato seguito da migliaia di famiglie nel massimo ordine.

Valerio  Festi: “Una partecipazione intensa e composta quella che i cittadini catanesi ci hanno riservato, la dimostrazione che solo l’arte e la cultura ci salveranno dalle prigioni della paura.”

Una Festa di Capodanno che proietta Catania nel novero delle grandi capitali europee con una rappresentazione allegorica delle opere del Bellini che ha trasformato il cuore della città in un grande “Salone delle Feste”.   Uno spettacolo a cielo aperto attraverso cui la città rivedrà opere ed episodi della vita del Bellini proiettati e danzati sulle facciate dei Palazzi e su palchi allestiti per l’occasione, un evento che stupirà grandi e piccini con le sue macchine volanti, le coreografie verticali, le danze di acrobati e ballerini che volteggeranno a quindici metri d’altezza, sospesi su cavi invisibili.

“Intrecci”, questo il titolo della drammaturgia, si è svolto prevalentemente in aria, utilizzando l’ “alto” e il “largo”, usando le sommità degli edifici per far volare sulle teste del pubblico pianoforti, creature angeliche e oggetti allegorici, che concorrono tutti insieme alla narrazione della vita e delle opere del Sommo Compositore, in un crescendo di emozioni e di stupore che il rintocco della mezzanotte suggella definitivamente. Piazza dell’Università e piazza Duomo si sono trasformati in due grandi teatri in cui il pubblico ha rivisto le opere e gli episodi salienti della vita del compositore rappresentati da allegorie, maschere e costumi fastosi che hanno attraversato il buio della notte, materializzandosi all’improvviso.

Una celebrazione della bellezza che vuole essere lieve e inafferrabile ma allo stesso tempo densa e avvolgente. Un capodanno decisamente controcorrente: mentre tutte le piazze siciliane e d’Italia si preparavano a salutare il nuovo anno al ritmo delle musiche più sfrenate,  Catania si è lasciata ispirare dalla sua cultura più profonda e lontana, rifacendosi alla vita di quel catanese che con il suo straordinario talento ha spalancato alla sua città le porte del mondo e della notorietà: Vincenzo Bellini.

Un anfitrione d’eccezione della Festa di piazza insolita e poetica firmata da Valerio Festi, con cui l’amministrazione comunale di Catania ha deciso di festeggiare la città, organizzando un ricevimento elegante, raffinato, eppur popolare, nelle splendide piazze del centro storico, rivisitate e trasformate in cornici suggestive in cui ripercorrere e far muovere le gesta del grande compositore.

In Piazza dell’Università si è svolto “Il Palazzo che canta”, preludio alla biografia del “Cigno”, con le finestre e i balconi del Palazzo Centrale animati da un coro sparso di dodici cantanti che intonano frammenti di arie belliniane e che preannunciano l’ingresso di un insolito corteo preceduto dal suono e dalla marcia di una banda nostalgica. L’eccentrica parata, con bande, carrozze e enigmatiche dame, ha condotto il pubblico in Piazza Duomo, che si è acceso via via di meraviglia al passaggio di tutti gli ospiti in arrivo grazie a un gioco di proiezioni giganti su Palazzo degli Elefanti, in una partitura di immagini evocative che fanno il contrappunto al vero e proprio spettacolo aereo ideato da Valerio Festi per la regia di Monica Maimone.

A mezzanotte i fuochi d’artificio divenuti per l’occasione videoproiezioni giganti, hanno illuminato l’anno appena arrivato, e l’intera piazza si è trasformata in una discoteca senza pareti in cui le più audaci intuizioni musicali del DJ Fractal777 FMR, hanno fatto danzare la piazza, fino alle due del amttino.  sul crinale raffinato di musiche ottocentesche – belliniane in particolare – riviste in un’inedita forma house.

INTRECCI – FIGURAZIONI IN MUSICA PER VINCENZO BELLINI

LO SPETTACOLO

PIAZZA UNIVERSITÀ – dalle ore 22.30

Si accendono in successione le finestre del primo e del secondo piano di Palazzo Centrale alle quali si mostrano man mano i personaggi dei brani più famosi delle opere di Bellini fino a comporre un coloratissimo mosaico fatto di luci, di sgargianti costumi di scena, di arie indimenticabili: Quando verrai quel dì, Son Vergine vezzosa, Ecco signor la Sposa, Dolente immagine.

Improvvisamente il suono di una banda trionfale riempie la piazza, si vedono musicisti in grande uniforme sfilare innanzi a una carrozza nera trainata da due cavalli bianchi, che riporta “il Cigno” nella sua Catania.

Quattro altissime dame, eleganti nei neri costumi tempestati di stelle luminose, seguono la carrozza: sono le muse di Bellini.

Il corteo si ferma al centro della piazza; la banda suona mentre in rapida successione tutte le cantanti e i cantanti lasciano le finestre che man mano si spengono.

Il corteo riprende il suo cammino, il pubblico segue mentre la musica proveniente da piazza del Duomo annuncia la seconda parte dello spettacolo.

PIAZZA DUOMO dalle 23.00

La facciata di Palazzo degli Elefanti è vestita di grandi immagini che raccontano vita e opere di Bellini, dai primi passi nel mondo della musica ai più grandi successi internazionali. All’interno delle immagini, assistiamo a mirabolanti coreografie in volo, sospese a un invisibile cavo d’acciaio che attraversa la piazza a 15 mt. di altezza, su cui acrobati e macchine sceniche si alternato davanti allo sguardo incantato degli spettatori.

Vediamo un giovane Bellini suonare al pianoforte i brani delle sue prime composizioni, mentre nelle immagini scorrono gli amanti di “Adelson e Salvini” e di “Capuleti e Montecchi”.

Un veliero dalle vele bianche attraversa lo spazio, seguito dalla figura de “Il Pirata”

L’Amina protagonista de “La Sonnambula” cammina nel vuoto.

Ai balconi di Palazzo degli Elefanti, otto sacerdotesse raccolgono vischio in grandi cesti (“Norma”) mentre sospesa al cavo la “Casta Diva” danza nell’aria.

Proiezioni sulle pareti e sulle finestre di Palazzo degli Elefanti: c’è un ricevimento e Bellini passa da una finestra all’altra, salutando persone.

Bellini danza tra una donna e l’altra che appaiono nelle proiezioni in tutte le finestre del Palazzo.

Al TheatredesItaliens si rivela il grande successo de “I Puritani”: sulla facciata del Palazzo si materializzano grandi immagini di donne che sventolano i fazzoletti e uomini che fanno volare i cappelli. Mentre sul Palazzo assistiamo all’ambientazione della storia di Arturo ed Elvira, al centro della piazza, sospeso tra un palco mobile e il cavo che attraversa il cielo, ha inizio un passo a due coreografico degli innamorati.

Celebrati i successi e gli amori, su un palco a ridosso del Palazzo, Bellini è a letto, morente, sogna e rivede le sue opere. Intorno a lui le sue amate e le sue muse mentre risuonano i brani delle opere più famose. È allora che egli si alza sul letto, indicando il cielo dove passa un volo di Angeli, con al centro un Angelo nero. Gli angeli reali, in volo, circondano l’angelo nero fino a farlo sparire.

Il gran finale dello spettacolo avvolge la piazza e il pubblico presente in una magnifica sincronia tra proiezioni e apparizioni aeree.

La chiusura delle coreografie coincide con lo scoccare della mezzanotte, il pubblico assiste ad una simulazione video dei tradizionali fuochi d’artificio e lo speaker lancia il segnale di partenza per un brindisi generale a un prossimo anno che vogliamo denso di promesse.

PIAZZA DUOMO –dalle ore 00.15

L’intera piazza si è trasformata in una discoteca a cielo aperto in cui Fractal777 FMR DJ ha fatto danzare il pubblico al ritmo di un sofisticato mix di brani del sommo Bellini rielaborati e resi “ballabili” con un brillante lavoro di post-produzione.

VALERIO FESTI

Valerio Festi ha maturato la sua passione per il teatro a cielo aperto nelle biblioteche dove si conservano le memorie delle feste rinascimentali e delle macchinerie teatrali barocche.

Nel 1977 si è laureato a Bologna con una tesi sulle feste delle città e lo spazio della festa diventa la cornice delle sue sperimentazioni e il terreno di una quotidiana pratica di spettacolo. Fonda lo Studio Festi,nasce la collaborazione con Monica Maimonee la sua sapienza drammaturgica. È un legame di vita che dura tuttora.

Il lavoro di Valerio Festi,ispirato alla tradizione Rinascimentale e Barocca, rivela ed esalta lo spirito segreto delle città attraverso la finzione spettacolare. Lo splendore effimero della festa, denso di rimandi storici e culturali, diventa un dispositivo inedito di comunicazione. Celebrazioni, ricorrenze, commemorazioni, inaugurazioni, compimenti si mostrano per quello che più profondamente significano: catalizzatori dell’immaginario collettivo, forma travolgente di democrazia della bellezza, veicoli di significato efficaci, coinvolgenti, originali e memorabili.

C’è il tempo quotidiano e poi arriva il tempo della festa. Nella festa si disegna il mondo come vorremmo che fosse e Valerio Festi ridisegna lo spazio urbano come potrebbe essere.

MONICA MAIMONE

Il romanzo di formazione di Monica Maimone nel teatro, o meglio gli anni di apprendistato della sua missione teatrale, hanno come modello la Volksbühne di Erwin Piscator. Quello che la convince è l’idea di un teatro che insegna e prepara all’azione: quella ad esempio dell’agit-prop AsjaLacis con il suo teatro per i bambini.

Alla fine degli anni Sessanta crea il gruppo teatrale “Nuova Scena” insieme a Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, e Franca Rame. Lavora poi al Salone Pier Lombardo di Milano (ora Teatro Franco Parenti) a fianco di Franco Parenti e di Andrèe Ruth Shammah. Nel 1977 di quel teatro diventa la direttrice, ma non rinuncia certo alla sua passione predominante e così firma come regista spettacoli teatrali come Et tenebraeeum non comprenderunt e Silenzio e parola nel 1988;

Acqua e fuoco nel 1990. Uscita dal chiuso dei teatri, in stretto sodalizio artistico e di vita con Valerio Festi fonda StudioFesti, un progetto artistico e un centro di produzione che da allora crea e porta in tutto il mondo spettacoli ed installazioni unici. Insieme progettano e curano Antigone delle città, rappresentazione corale svoltasi contemporaneamente in

dieci piazze diverse di Bologna: un esempio di teatro politico, nato dalla necessità della testimonianza e dal dovere della memoria della strage del 2 agosto 1980. Di nuovo regista e drammaturga, ma in un terreno inesplorato: a Palermo dirige le celebrazioni per il Festino di Santa Rosalia, riportando l’evento alla pregnanza dei significati originari e restituendolo

con una rinnovata potenza espressiva. Tra le sue opere originali, la Trilogia sugli Angeli, rappresentata a Bogotà, Colorado Springs, Madrid, Mosca, Santiago de Compostela, Bologna, Fano, Mantova, Napoli, Ravenna, Roma, Spoleto. Nel 2006 ha diretto il segmento Dal Rinascimento al Barocco della Cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali a Torino, nel 2009 è stata l’autrice e la regista della Cerimonia di apertura dei 13th FINA World Championships a Roma e nel 2013 ha creato lo spettacolo per l’apertura della 49^ Edizione dei Campionati mondiali di sci nordico a Trento. Monica Maimone è Presidente della Fondazione Ipazia-Arte per l’ambiente, la cui missione è di porre l’ambiente al centro della riflessione degli artisti. Tra le attività della Fondazione, lo spettacolo Deluge che ha debuttato a Laikipia, Kenia. Fondatrice e direttore artistico di Mymoon, non ha mai smesso di credere nell’utopia di un teatro vivo e popolare.

FRACTAL777 FMR DJ

Si sta avvicinando l’età matura, Fractal777 dj sente la necessità di un cambiamento radicale. E’ appena tornato dall’India, dove è rimasto a lungo alla ricerca di sonorità e serenità diverse rispetto al frastuono di Ibiza, da cui proveniva.

Ha esplorato territori diversi, alla ricerca del suono perfetto, dal Sud Africa, al Brasile, al Messico, fino ad approdare per lungo tempo nei locali più ricercati di Ibiza, dove ha suonato per 4 anni.

Poi la scoperta dell’India e dei suoi ritmi, delle sue tradizioni, della meditazione e dell’incontro con una civiltà musicale così differente da quella occidentale.

Da qualche mese il suo ritorno in Italia, dove pensa di mettere a frutto il suo ‘giro del mondo’ musicale, innestando nella musica house la nostra più eccelsa produzione sonora: il melodramma.

Interrogato sulla sua nuova contaminazione, tra musica colta e house, risponde :“Quando sento un suono, un ritmo, una melodia, la mia mente inizia a viaggiare. Se parliamo di musica, prendiamo in considerazione idee, orecchie, sensibilità, cuore, anima, passione e dedizione. “

Ecco le tappe del suo lavoro che ritiene abbiano forgiato la sua energia emotiva con l’entrata in contatto con le altre persone: il Brasile, con San Paolo, Rio e Bahia; il Sud Africa, con Cape Town, Johannesburg; il Mexico, con Tulum, Playa del Carmen, Mexico city; Ibiza con Amnesia, Privilege, Pachà, Cafè del Mar, Buddha Bar; e infine l’India a Goa, HimachalPradesh.

Per il suo lavoro inedito a Catania compone questa dedica: “Fuori dallo studio c’è il mondo, abitato da gente che deve avvertire amore grazie alla mia musica. Voglio accompagnare queste persone in un loop di felicità”.

Alice Sagona Press Office & PR

Com. Stam./video/foto