Pubblicato il: 13 dicembre 2017 alle 21:21



Pescara 13 dicembre 2017: La pubblicazione settimanale del sito ProVersi.it è dedicata al VAR, la nuova tecnologia in sperimentazione nei campionati di calcio italiano e tedesco, in vista di un suo possibile impiego nei Mondiale di Russia del 2018.
La tecnologia VAR consente di analizzare, tramite l’ausilio di monitor, supervisionati da due arbitri dedicati (il VAR e l’AVAR), gli episodi più controversi di una partita. Uno strumento che aiuta l’arbitro ufficiale nelle sue decisioni, ma alla quale si può fare appello solo in alcuni casi stabiliti dal protocollo emanato dalla FIFA. Un intervento innovativo nel mondo del calcio, quindi, che però trova diversi oppositori che denunciano un’idea di calcio sempre più robotizzato.
Con l’introduzione del VAR gli errori diminuiscono, ma possono diventare più eclatanti e con l’intento di garantire maggiore giustizia, il tempo di un match si può dilatare eccessivamente: in generale siamo davanti ad un nuovo modo di concepire il calcio, che ha generato un acceso dibattito in Italia e in Europa.

Italia e Germania sono gli unici due Paesi ad aver accettato l’utilizzo del VAR nei propri campionati maggiori, dimostrando così – secondo i favorevoli al VAR – una maggiore sensibilità verso l’ammodernamento del calcio.
Ancora secondo i sostenitori, il Var consentirebbe agli arbitri di dirigere la gara con maggiore serenità e diminuirebbe in maniera drastica il loro grado di fallibilità. L’intero mondo del calcio potrebbe beneficiare della riduzione delle polemiche e della crescita di trasparenza e giustizia, dalle grandi società, visti i forti interessi economici che ruotano intorno a questo sport, ai tifosi delle piccole squadre, con la riduzione della cosiddetta sudditanza psicologica verso i grandi club.
La possibilità di fare ricorso alle riprese video solo su determinate azioni impedisce che ci sia un eccessivo uso del dispositivo, che rallenterebbe il ritmo di gioco, a detrimento della godibilità dello spettacolo.

Non così per gli oppositori all’introduzione del VAR, i quali sottolineano il fatto che solo Italia e Germania hanno accettato la sperimentazione del VAR, perché gli altri Paesi non si sono piegati all’avvento della tecnologia nel calcio e a una robotizzazione del sistema. L’arbitro e l’errore sono parte del gioco e devono rimanere protagonisti dello sport.
Per i contrari, il Var limita il raggio d’azione degli arbitri, deresponsabilizzandoli, riducendoli a meri esecutori di una procedura robotizzata. Si consegna, così, alla gente un calcio asettico, privo di emozioni, pur non esente da errori e polemiche. Si rallentano eccessivamente i ritmi da sempre veloci e spettacolari del calcio, con un’interruzione continua della partita.
La strada più corretta sarebbe quella dell’educazione all’errore di tifosi e addetti ai lavori, contro la logica del sospetto che ha condizionato, specie negli ultimi anni, l’intero sistema.
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Com. Stam. Fonte Proversi