Pubblicato il: 14 novembre 2017 alle 19:08



Una rassegna tutta da vedere e da ascoltare quella cinematografica “ Jazz On Movie… & Altro” proposta, per la sua seconda edizione, dalla Fondazione The Brass Group con la direzione artistica di Mario Bellone e presentazione, interventi e clip a cura di Gigi Razete. Dopo il notevole riscontro della scorsa edizione, a grande richiesta, pronta una seconda edizione, di respiro più ampio, con ben 18 film sino ad aprile del prossimo anno. Lo schermo del Real Teatro Santa Lucia accenderà i suoi riflettori giovedì 16 dicembre alle ore 20.30 con lo storico film “The Glenn Miller Story”. In omaggio al tema portante, il jazz, si è scelto di iniziare proprio con questo film, opera del 1954 di Anthony Mann dedicata al grande trombonista e direttore d’orchestra statunitense, figura cardine di quella Swing Era che ha forse rappresentato il periodo di massima popolarità e diffusione mondiale del jazz. Specializzato nel genere noir e western (diresse uno dei primi film che ribaltavano la prospettiva fino ad allora sempre sfavorevole ai pellerossa), Mann volle che ad impersonare Miller fosse James Stewart, protagonista di numerosi suoi western. La notevole somiglianza col musicista e la perfetta aderenza al personaggio rendono magistrale l’interpretazione dell’attore. Il film si avvale anche della deliziosa June Allyson e vanta nel cast celebrità jazzistiche come Louis Armstrong, Gene Krupa e Ben Pollack. Uscito sugli schermi dieci anni dopo la misteriosa scomparsa di Miller nei cieli della Manica (il musicista si stava recando dall’Inghilterra a Parigi per dirigere un concerto che festeggiava la liberazione della città dall’occupazione nazista ma il suo piccolo aereo non giunse mai a destinazione), il film conquistò l’Oscar 1955 per il miglior sonoro. Agli immortali temi dello swing di Glenn Miller si aggiungono le musiche di scena del grande Henry Mancini. Caratteristica della rassegna di quest’anno la pluralità di filoni tematici e di riferimenti con altrettante espressioni artistiche. Il jazz rimane comunque centro focale della rassegna e la maggior parte delle opere ne reca riferimento nelle vicende che hanno per protagonisti figure (reali o immaginarie) del mondo del jazz ovvero nei commenti sonori, spesso affidati a leggende quali appunto Glenn Miller, Miles Davis (“Ascensore per il patibolo”), George Gershwin (“Un Americano a Parigi”), Duke Ellington, Louis Armstrong, Charles Mingus (“Shadows”) ed altri. Alcuni dei grandi jazzisti presenti (in immagine o nelle musiche) nella rassegna hanno partecipato alle stagioni concertistiche svolte dal Brass Group nell’arco di oltre quarant’anni e tra gli italiani c’è il trombettista Enrico Rava (ospite del Brass fin dal 1974) cui è dedicata un’autentica chicca come il recente docufilm  “Note necessarie” di Monica Affatato. Oltre al jazz, però, si è voluto ampliare l’attenzione a quell’ “altro” esplicitato nel titolo, tributando omaggi alla danza, alla classica, al musical, al blues ed al rock.  E’ rimasta, invece, immutata, l’idea del direttore artistico Mario Bellone di voler affrontare l’affascinante e complesso rapporto, a volte felicissimo altre conflittuale, che da circa un secolo unisce indissolubilmente cinema e musica. Con una dosata scelta tra capolavori della cinematografia musicale di ieri e di oggi e con un occhio attento a ricorrenze storiche e doverosi omaggi, la rassegna intreccia diversi temi, ciascuno dei quali, inoltre, illustrato da opere che esprimono prospettive anche molto differenti. E’ il caso, ad esempio, dell’epopea del Sessantotto, di cui nel 2018 cade il cinquantenario: ne costituiscono efficace affresco “Zabriskie Point”, “The Dreamers” e “Woodstock” cui, per certi versi, fanno da ventate prodromiche “Shadows” (ovvero le “ombre” della beat generation degli anni Cinquanta) e “A hard day’s night” (in cui la beatlesmania è la folata che annuncia l’imminente Sessantotto). Oltre a costituire un emozionante “ripasso” per i giovani di ieri, queste opere saranno certamente di straordinario interesse, sia artistico che culturale, per i giovani di oggi che in queste storie troveranno stimoli, spunti di riflessione e, forse, risposta a molte loro istanze. Altro epicentro tematico è Parigi e la sua storica e complessa vocazione multiculturale: da “Paris Blues” (con Ellington ed Armstrong) a “Moulin Rouge!” (con Nicole Kidman ed Ewan McGregor sorprendenti cantanti), da “Ascensore per il patibolo” (che è anche un omaggio alla protagonista Janne Moreau, scomparsa lo scorso luglio) a “Un Americano a Parigi”, fino allo stesso “The Dreamers” (che ha come sfondo una Ville Lumière agitata dal Maggio studentesco francese). Anche in questa edizione una dedica importante è riservata al musical: quello decisamente atipico di “Moulin Rouge!” (trae ispirazione dalla lirica ma la colonna sonora contiene cover di famosi brani del pop), la tradizione di Broadway  (“New York, New York”), l’affresco riassuntivo messo in scena dal recentissimo “La La Land” (6 Oscar e 7 Golden Globe), il bagliore storico di “Un Americano a Parigi” (con le musiche di Gershwin ad esaltare i numeri coreografici di Gene Kelly) ed il vertiginoso ed esilarante nonsense di “Hellzapoppin'”, un capolavoro quasi dimenticato. Per la danza si è scelto “Pina”, omaggio a Pina Bausch, non solo una delle più grandi coreografe del nostro tempo che nella nostra città (collaborando col Teatro Biondo) ha lasciato un profondo segno culturale ma anche artista profondamente innamorata di Palermo (tanto dei suoi angoli luminosi ed eleganti quanto dei più degradati e periferici) e della sua gente. L'”altro” riguarda anche la classica con “L’altra faccia dell’amore”, opera dedicata a Ciaikovskij, alle sue splendide musiche ed alla sua tormentata parabola artistica ed esistenziale, mentre il blues ha il suo spazio con “Piano Blues”, spettacolare parata pianistica con Ray Charles, Dave Brubeck, Fats Domino (scomparso lo scorso 24 ottobre), Duke Ellington, Nat King Cole, Art Tatum, Oscar Peterson, Thelonious Monk e simili altri giganti. Al pop, folk e rock, infine, sono dedicati “Zabriskie Point” (Pink Floyd), “Woodstock” (Jimi Hendrix, Joan Baez, Santana, Janis Joplin, Who e Richie Havens tra i tanti), “A hard day’s night” (interpretato proprio dai Beatles), “The Dreamers” (con canzoni di Jimi Hendrix, Doors, Bob Dylan e Grateful Dead) e il conclusivo “Harold and Maude”, ricco di brani di Cat Stevens (da poco ritornato al suo nome dopo la parentesi islamica). Le proiezioni saranno tutti i giovedì alle 20,30 (tranne il film di domenica 3 dicembre, alle 18.00) e sono brevemente precedute da rari filmati e commenti di ospiti.

Per la stagione è previsto un abbonamento che è di euro 50 in platea e 40 in galleria ed il biglietto varia da euro 5 per la platea a 4,00 per la galleria incluso i diritti di prevendita. Sconti particolari verranno effettuati per gli studenti. Da quest’anno, inoltre, la Fondazione ha attivato, oltre all’acquisto online dei biglietti tramite il circuito www.ticksweb.com e i punti vendita autorizzati, altri due punti di prevendita, uno presso il Real Teatro Santa Cecilia (Piazza Santa Cecilia n. 5 – 90133 Palermo – 091\ 88 75 201, 091 88 75 119, dal lunedì al venerdì a partire dalle 9.30 sino alle 12.30, ed un altro presso Santa Maria dello Spasimo (Via dello Spasimo, n. 15 –90133 Palermo – 091 77 82 860, 091 77 82 861) dal lunedì al venerdì a partire dalle ore 15.30 alle 19.30. Infoline Fondazione The Brass Group091 778 2860 – 3312212796,   info@thebrassgroup.it,  www.thebrassgroup.it.

di Rosanna Minafò