Pubblicato il: 28 luglio 2016 alle 21:39



Secondo l’istituto di ricerche la recessione dell’economia nel Mezzogiorno s’è fermata ma per la Cisl Sicilia “da qui al recupero il passo non è affatto breve”. Il Sud per ripartire avrebbe bisogno di “una crescita doppia per almeno i prossimi cinque anni”

“I dati positivi sulla crescita economica del Mezzogiorno dopo tanti anni di crisi, sono senz’altro una buona notizia per il Sud e il Paese. Ma non c’è bisogno d’essere gufi per sapere che la strada del rilancio è ancora lunga e impegnativa”. A dirlo Giuseppe Farina, segretario confederale Cisl, commentando le anticipazioni della Svimez sul Rapporto 2016. A fargli eco Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia, per il quale “la recessione sarà finita come dice Svimez ma a noi tocca, quotidianamente, fare i conti con famiglie che non smettono di stringere la cinghia e imprese che continuano a rinviare i piani d’investimento”. Per non dire, aggiunge, del gap infrastrutturale che frena l’Isola come un’ipoteca. Per Farina il Mezzogiorno per ripartire avrebbe bisogno di una “crescita doppia per almeno i prossimi cinque anni”. Ma Milazzo: “come potrebbe la Sicilia – si chiede – marciare a ritmi doppi se, stando alla stessa Svimez, fatto cento il dato infrastrutturale nazionale ha, per esempio, una rete ferroviaria elettrificata pari a 80 e alta velocità uguale a zero?”. Inoltre, c’è “l’impoverimento di intelligenze e forza lavoro spesso qualificata per la fuga dalla regione di ben 250 mila giovani ogni anno”, aggiunge il segretario. Così, se per Farina il futuro del Sud passa dal “rafforzamento delle filiere manifatturiere e della capacità attrattiva di investitori esteri”, per Milazzo la Sicilia deve fare i conti con la “ancora insufficiente qualità di spesa dei fondi Ue e, più in generale, col fallimento della politica e dell’azione di governo”. Tanto che, rimarca il numero uno della Cisl Sicilia, “ci vorrebbe una task force regionale per spendere le risorse disponibili e far partire i progetti esecutivi”. “La recessione si sarà pure fermata – commenta il segretario siciliano – ma da qui al recupero il passo non è affatto breve”.

Com. Stam.