Pubblicato il: 17 maggio 2017 alle 10:11



È ormai avviata la Settimana delle Culture a Palermo, promossa dal Comune di Palermo, la Regione Siciliana, il Ministero dei beni Culturali e delle Attività Produttive, la Provincia Regionale di Palermo, l’Università degli Studi Palermo e numerosi altri partner pubblici e privati. La kermesse va dal 12 al 23 di Maggio. «Un anticipo, se vogliamo, di Palermo Capitale della Cultura 2018» dice Vincenzo Perricone, presidente dell’associazione “Siciliando Style”, che insieme con la prof.ssa Graziella Bellomo, componente del team che organizza nel suo insieme la settimana culturale, ne ha programmato al suo interno la tre giorni dal 15 al 17 dal titolo “Ripensare Palermo”. Iniziata ieri a Palazzo Palagonia, tra arte, cultura e design,  vuol essere un momento di condivisione dell’eredità culturale siciliana attraverso mostre, musica e rappresentazioni teatrali – aggiunge la prof.ssa Bellomo. Prestigiosa la sede scelta dal duo vincente per il progetto parte della più ampia manifestazione, infatti lo storico palazzo, sito individuato da Perricone e Bellomo, oltre ad essere una delle sedi istituzionali del Comune di Palermo, insiste proprio lungo il Percorso Arabo –Normanno dell’Unesco, il che dà un sapore speciale ad ogni evento in programma.

Il carnet di spettacoli si è aperto con un emozionante concerto tenuto nella corte del palazzo, che ha contenuto la potente voce del tenore Salvatore Di Blasi, esibitosi in diversi brani di Musica da Camera. Gli intervenuti, dopo il concerto si sono spostati in una delle sale, al piano terra, che ospita la mostra fotografica permanente del prof. Roberto Barbato, docente di Teoria e Metodo dei Mass Media all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nei giorni 16 e 17, sempre in orari pomeridiani, sono state previste letture drammatizzate di Francesco Cristiano Russo, che vanta tanti anni di scuola teatrale con diversi maestri palermitani, da Lollo Franco a Giuditta Perriera, da Maurizio Spicuzza fino alla scuola “Mariangela Melato dello stabile di Genova” per poi esibirsi sui palchi di tante città italiane, annoverando svariati importanti lavori al suo attivo. Sempre nel pomeriggio del 16 è seguito un concerto della soprano Sanam Inghani, di origine persiana, ma nata a Palermo, che ha studiato canto al Conservatorio “V. Bellini” e vanta ad oggi una fitta carriera concertistica. Giorno 17, invece, sarà possibile assistere ad una vera e propria performance teatrale di Laura Grazia Miceli, storico dell’arte ed autrice di testi teatrali e non solo.

Questa rassegna d’arte dal titolo “Ripensare Palermo”, è comunque una delle tante opportunità per cittadini e turisti (le guide sono infatti scritte anche in inglese) per vivere luoghi e tradizioni siciliane che, intrisi della passione di tanti volontari ed operatori del settore, raccontano di una terra, senza far cenno al dolore ed alla mafia ma, al contrario, ne rappresentano perfettamente la fervente vita culturale. Un aspetto fondamentale della Sicilia e della sicilianità che può tranquillamente essere un volano per la rinascita sociale e l’emancipazione dal dramma di una terra, troppo spesso ricordata soltanto per i suoi martiri. La cultura, nelle sue tante forme, è il mezzo con cui «un esercito di maestri elementari sconfiggerà la mafia», così diceva Gesualdo Bufalino.

di Mauro Faso