Pubblicato il: 11 agosto 2017 alle 07:49



Per tale motivo è stato denunciato in stato di libertà, alla Procura della repubblica presso il Tribunale di Pavia, per i reati di incendio doloso (art. 423 c.p.) e truffa aggravata (art.640 bis e 61 c.p.):
• P.M., nato a Novara cl. 1989, residente a Palestro (PV);
volontario dei vigili del fuoco, sul cui carico venivano raccolti inconfutabili elementi di colpevolezza, quale autore degli incendi, verificatisi:
– in data 25.02.2014, in Robbio Lomellina (PV), ai danni di un cassonetto per i rifiuti;
– in data 28.03.2014, in Robbio Lomellina (PV), ai danni di un cassonetto per i rifiuti;
– in data 24.04.2014, in Palestro (PV), ai danni di un deposito per i rifiuti;
– in data 15.05.2014, in Rosasco (PV), ai danni di una strada vicinale, relativamente a sterpaglie;
– in data 23.09.2014, in Palestro (PV), ai danni di un’area per lo stoccaggio dei rifiuti;
– in data 01.01.2015, in Palestro (PV), ai danni di un cassonetto per rifiuti;
– in data 28.03.2017, in Confienza (PV), ai danni di un cassonetto per i rifiuti;
e di altri episodi, per cui sono ancora accertamenti in corso, avvenuti tra l’anno 2016 ed il mese di marzo 2017. I Carabinieri del centro in cui si era verificata una serie di “inspiegabili” incendi, tutti concentrati in una zona circoscritta e ai danni di cassonetti dei rifiuti e sterpaglie, notato che ad intervenire sul posto, per primo, era sempre lo stesso vigile del fuoco volontario, decidevano di approfondire gli accertamenti sul suo conto, riuscendo a scoprire che ne era lo stesso autore. Ad aiutare le indagini dei Carabinieri alcune telecamere posizionate nei pressi delle “aree di stoccaggio dei rifiuti” colpite che ne “fissavano” i movimenti, proprio mentre appiccava il fuoco, per raggiungere subito dopo il proprio comando e così essere il primo a ricevere la chiamata e dare il “VIA” operativo all’intervento della squadra. Proprio questa “opportunità”, in particolare il “brivido” di poter giungere sul posto con le sirene “spiegate” è risultata la ragione di quanto commesso dal giovane vigile del fuoco. Lo stesso infatti, ai militari che gli contestavano le prove raccolte a suo carico, si è giustificato, ammettendo i propri addebiti, dicendo che aveva trovato l’incarico “noioso” in quanto, in Lomellina, zona pianeggiante, coltivata a riso e quindi quasi priva di boschi, capitava di rado di dover intervenire operativamente. Stanco di questo e sempre più desideroso di poter emulare i suoi idoli televisivi, segnatamente i protagonisti di una recente serie televisiva in cui sono “raccontati” gli interventi di una squadra di vigili del fuoco in una metropoli degli USA, aveva pensato di “creare” l’occasione adrenalinica, appiccando dei piccoli incendi nelle vicinanze della propria abitazione e del distaccamento che raggiungeva per poter dar l’allarme. In ogni caso, lo stesso, in considerazione che gli accertamenti investigativi permettevano di acclarare che a seguito dei citati interventi, aveva ricevuto la retribuzione prevista per il citato personale, in caso di intervento operativo, in ottemperanza alla legge 469 del 1961 S.M.I. artt. 70/71 e 74 e ripreso dal D.P.R. 76 del 06.02.2004 (regolamento recante norme sul reclutamento di avanzamento ed impiego del personale volontario del corpo nazionale dei vigili del fuoco), che prevede l’emissione di un ordine di pagamento mensile per i volontari, sulla base delle chiamate e degli interventi effettuati, è stato indagato anche per il reato di truffa aggravata. Il giovane vigile dopo essere stato scoperto oltre ad aver ammesso le proprie responsabilità, si è dimesso spontaneamente dall’incarico.