Pubblicato il: 21 aprile 2015 alle 13:25



La Sicilia, l’isola che sta vivendo il disagio dell’immigrazione più da vicino, non potrà resistere a lungo. Troppe le problematiche attorno ai migranti, ma sopratutto tanti i soldi che girano attorno ad essi. Ma i siciliani, quelli veri, sanno e vivono ogni giorno la tragedia degli sbarchi. Tremila anni di civiltà, di unione culturale ed europeizzazione, stanno lasciano l’isola del mediterraneo sola, soffocata dall’indifferenza delle istituzioni.

Di questo passo nel 2050 la popolazione italiana sarà composta da immigrati. I centri di prima accoglienza sono già al collasso. Tra questi Lampedusa è già in ginocchio. Più di 1200 persone sono state portate giorni fa in contrada Imbriacola, dove la capienza è di 380 ospiti. “Qui in Sicilia c’è un popolo afflitto per il dolore di questi fatti. Queste cose ci sconvolgono, ci addolorano, ma ci indignano anche” – ha dichiarato esausto il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, già stracolmo dei problemi dell’entroterra siciliano – “Ho già lanciato l’idea di un Consiglio d’Europa, che si deve svolgere in Italia, anzi in Sicilia, perché dobbiamo finirla con le lacrime di coccodrillo dei Commissari europei che vengono in ogni ecatombe a piangere. Questo e’ un problema nazionale ed europeo che non può gravare sui patti di stabilità e sulle spese dei comuni”.

Diversi gli appelli lanciati alle Regioni del Nord Italia, affinché accolgano gli immigrati salvati nel canale di Sicilia. “Quello che accade nel Mediterraneo non può essere un problema solo della Sicilia a cominciare dall’accoglienza – ha riferito invece il segretario della Cgil Sicilia Michele Pagliaro – Noi chiediamo che diventi questione europea, perché le previsioni sull’aumento dei flussi migratori fanno temere una vera e propria emergenza umanitaria difficile da affrontare nella situazione data”. Quanto potranno ancora resistere i Siciliani, operatori della Misericordia, gestori di un’esplosa emergenza umanitaria che molti ignorano?