Pubblicato il: 21 agosto 2017 alle 20:11



La scorsa notte i Carabinieri della Stazione di Recco hanno tratto in arresto un ucraino classe 1990, cuoco di Gallarate (VA) per maltrattamenti in famiglia. L’uomo era giunto da qualche giorno a Recco con la moglie, un’italiana classe 1993, e i suoi due bambini, uno di 9 anni nato da una prima relazione della donna, ed un neonato di 5 mesi, per una vacanza.

L’ucraino, che da anni ha problemi di abuso alcolici, sin dal pomeriggio aveva ripreso nuovamente a bere e maltrattare verbalmente la moglie e il figlio più grande. La donna, infatti, da anni era costretta a vivere tali maltrattamenti psicologici da parte del marito che si focalizzavano soprattutto nei suoi confronti e del primo figlio frutto di una precedente relazione. La donna infatti in alcune circostanze era costretta a mandare il figlio in cameretta quando il marito rientrava ubriaco e manifestava comportamenti violenti che però trovavano sfogo esclusivamente in parolacce e a volte su suppellettili e oggetti in casa.

Ieri pomeriggio, dopo una bottiglia di vino consumata a pranzo e dopo aver bevuto anche alcuni cocktails, l’uomo aveva cominciato a manifestare i soliti comportamenti aggressivi nei confronti della donna e del figlio. Nonostante tutto però raggiungevano la spiaggia, e mentre mamma e bambini giocavano in spiaggia, l’uomo restava al bar.Verso le 19:00 l’ucraino è entrato in acqua e si è avvicinato al bambino di 9 anni e con la scusa di mostrargli qualcosa lo ha portato a diversi metri dalla riva ove non riusciva più a toccare. Lì improvvisamente l’uomo ha afferrato il bambino è lo ha spinto più volte sott’acqua nonostante il bambino di 9 anni cercasse di riemergere e di prendere fiato. La madre che era a riva con il neonato, vedeva la scena ma inizialmente, non potendo presagire una tale follia, pensava che i due stessero giocando. Quando però si avvedeva chiaramente che il marito con forza teneva il figlio con la testa sott’acqua e che una volta riuscito a riemergere questi gridava aiuto, ha cominciato ad urlargli di raggiungere la riva per mettersi in salvo. Il marito, però, invece di desistere, afferrava il bambino per una caviglia al fine di farlo nuovamente sprofondare in acqua

La donna in preda alla paura richiedeva l’intervento di un bagnino che, unitamente ad un collega di un lido limitrofo, si buttava in acqua per strappare di mano il bambino all’uomo. Quest’ultimo però restava impassibile, anzi rimaneva in acqua a guardare la scena. Il bambino, terrorizzato, piangeva e cominciava a vomitare l’acqua ingurgitata. La donna ha quindi cercato di allontanarsi con i due figli visto quanto accaduto e conscia dei possibili effetti del grave stato di alterazione del marito, ma veniva raggiunta dallo stesso nei pressi dell’ombrellone. La giovane mamma allora decideva di darsi alla fuga ma veniva più volte raggiunta dal marito che la strattonava nonostante avesse il neonato tra le braccia; intento dell’uomo era quello di prendere il portafoglio dalla borsa per poter andare ad acquistare altri alcolici.

Le vittime ad un certo punto, grazie anche all’aiuto di alcune persone, riuscivano ad allontanarsi sino a giungere nell’albergo che le ospitava ove si “trinceravano” in stanza per la paura. Dopo un po’ giungeva anche il marito e quasi contemporaneamente anche i Carabinieri della Stazione CC Recco allertati nel frattempo da alcuni bagnanti. L’uomo riprendeva a maltrattare verbalmente i congiunti con ingiurie di ogni genere, tant’è che la moglie per paura di una sua reazione più volte tentava di fargli capire di non essere stata lei a chiamare i Carabinieri. L’uomo veniva quindi accompagnato in Caserma mentre il minore veniva trasportato al GASLINI poiché, oltre allo shock, mostrava alcune difficoltà respiratorie. Una volta raccolte le testimonianze di alcune persone presenti ai fatti accaduti in spiaggia e poi in albergo, nonché la denuncia della donna, l’uomo è stato tratto in arresto in flagranza per maltrattamenti in famiglia e deferito contestualmente all’A.G. per il reato di tentato omicidio. Il bambino ora è ricoverato presso il Gaslini di Genova, ma non versa in pericolo di vita. L’ucraino invece è stato associato presso la Casa Circondariale di Genova Marassi