Pubblicato il: 19 maggio 2017 alle 13:50



All’alba i Carabinieri dei nuclei investigativi di Palermo e Trapani hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Le indagini hanno consentito di accertare reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico, rivelazione del segreto d’ufficio ed installazione di apparecchiature atte ad intercettare conversazioni telefoniche.

Il GIP ha dunque emesso misure cautelari, di diversa natura, nei confronti di:

–     MORACE Ettore, armatore, titolare della “Liberty Lines”, condotto in carcere.

–   FAZIO Girolamo, deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, sottoposto agli arresti domiciliari;

– MONTALTO Giuseppe, capo della segreteria particolare dell’Assessore Regionale alle infrastrutture e mobilità, sottoposto agli arresti domiciliari.

Inoltre il gip disponeva la sospensione dal pubblico ufficio di Orazio GISABELLA, militare dell’Arma dei Carabinieri, in servizio presso altra regione.

L’indagine è stata incentrata sulla figura dell’armatore Ettore MORACE, proprietario della Liberty Lines – compagnia di navigazione con sede in Trapani e leader nel settore del trasporto passeggeri su imbarcazioni veloci – e prendeva avvio dal riscontro di gravi irregolarità circa l’affidamento, proprio a favore della Liberty Lines, dei servizi di collegamento a mezzo unità veloci per le isole Egadi ed Eolie. Nello specifico, si accertava un sovradimensionamento della compensazione finanziaria, ottenuto attraverso l’indebita ingerenza di SEVERINO Salvatrice, già dirigente del servizio 2 trasporto regionale aereo e marittimo dell’assessorato alle infrastrutture e trasporti, nonchè del deputato regionale trapanese FAZIO Girolamo.

Nel corso delle investigazioni veniva, tra l’altro, verificato che:

–     esisteva una reale cointeressenza economica tra l’armatore MORACE e l’onorevole FAZIO, tale da poter ipotizzare il reato di abuso d’ufficio nella condotta di quest’ultimo. Si è, altresì, registrato un notevole attivismo del MORACE nel tessere una vasta e diversificata rete di supporto politico-istituzionale, a livello regionale e nazionale, finalizzata al rafforzamento della posizione di quasi monopolio della Liberty Lines e all’aggiudicazione di fondi regionali “gonfiati”;

–     MORACE gode del forte appoggio del Sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti, Senatrice Simona VICARI (il cui fratello è anche dipendente della Liberty Lines). Attraverso l’interessamento della stessa, il MORACE riusciva ad ottenere nel periodo monitorato:

  • la presentazione e l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità dello Stato con il quale veniva ridotta l’imposta d’IVA dal 10% al 5% per i trasporti su navi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato di 7 milioni di euro e, conseguenziale, notevole arricchimento della società Liberty Lines;
  • il ritiro della proposta di nomina di un consulente, inviso a MORACE, all’Assessorato Regionale ai Trasporti;

–     il capo della segreteria dell’assessore ai Trasporti della Regione, Giuseppe MONTALTO, sfruttando il suo ruolo, otteneva da MORACE:

  • l’assunzione di un amico giornalista, presso l’ufficio stampa di Liberty Lines;
  • la più che favorevole liquidazione del trattamento di fine rapporto con “Siremar s.p.a.” dell’amica Marianna CARONIA;

–     MORACE si attivava anche per ottenere un intervento presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per la regione Siciliana al fine di ottenere il ribaltamento della sentenza del TAR Sicilia del 21 febbraio 2017, dispositivo con il quale era stato rigettato il ricorso presentato dalla Liberty Lines avverso l’annullamento in autotutela della gara d’appalto per i trasporti su navi veloci per il 2016. Tale annullamento era stato operato dalla Regione Siciliana, a causa delle riscontrate sovracompensazioni. Di fatto, con la decisione del TAR, la compagnia di navigazione aveva perso 24 milioni di euro;

–     MORACE, unitamente al fratello Gianluca, imbastiva un’attività di intercettazione abusiva nei confronti di un dipendente, sospettato di essere in accordo con la concorrenza. L’attività veniva attuata con l’ausilio di un’agenzia di investigazioni private del capoluogo campano e attraverso l’installazione di uno spyware sul telefono cellulare del dipendente. Attraverso tale attività illecita, gli armatori MORACE riuscivano ad incamerare importanti informazioni che confermavano i loro sospetti;

–     il “Gruppo Franza” poneva a sua volta in essere manovre per danneggiare il concorrente MORACE, condotte anche grazie al concorso del citato GISABELLA.